Negli ultimi anni ci capita sempre più spesso di incontrare al campo cani in sovrappeso. E la cosa che ci colpisce maggiormente è che non riguarda soltanto cani adulti o anziani: a volte si tratta di cuccioli o cuccioloni di pochi mesi che presentano già una condizione corporea tutt’altro che ideale.
Nella maggior parte dei casi non c’è trascuratezza da parte del proprietario. Anzi, spesso accade esattamente il contrario: la persona è convinta di fare la cosa giusta perché segue con attenzione le quantità di alimento indicate sulla confezione delle crocchette.
Il problema è che quelle quantità rappresentano un’indicazione di partenza, non una dose necessariamente adatta a ogni singolo cane.
Età, taglia, attività fisica, metabolismo, sterilizzazione, stile di vita e caratteristiche individuali possono modificare anche sensibilmente il fabbisogno energetico.
Per questo conoscere il peso giusto del cane e imparare a valutarne la condizione corporea è importante quanto scegliere un alimento adeguato.
Non è una questione estetica. È una questione di salute.
Perché il peso giusto è così importante per la salute del cane
Qualche chilo di troppo può sembrare poca cosa, soprattutto quando il cane è giovane, corre, gioca e apparentemente non mostra alcuna difficoltà.
Ma quel peso viene trasportato ogni giorno.
Durante una passeggiata, una corsa, un salto, salendo le scale o semplicemente alzandosi da terra, articolazioni e apparato muscolo-scheletrico devono sostenere il corpo del cane.
Mantenere nel tempo una condizione corporea adeguata è quindi una delle attenzioni che possiamo avere nei confronti della sua salute, soprattutto pensando agli anni che verranno.
Questo aspetto è particolarmente importante durante la crescita e nei cani di taglia medio-grande e grande, nei quali è fondamentale evitare un eccesso di alimentazione e mantenere una condizione corporea appropriata.
Esiste inoltre un interessante studio durato per tutta la vita di 48 Labrador Retriever. I cani furono suddivisi in coppie e uno dei due ricevette il 25% di alimento in meno rispetto al compagno. I soggetti alimentati in maniera controllata mantennero una condizione corporea più magra e mostrarono, nel complesso, una maggiore longevità e una comparsa più tardiva di alcune patologie legate all’età.
Questo non significa, naturalmente, che dobbiamo improvvisamente dare al nostro cane il 25% di cibo in meno. Lo studio utilizzava un protocollo sperimentale preciso e non rappresenta una prescrizione alimentare.
Ci mostra però qualcosa di importante: mantenere una buona condizione corporea durante la vita del cane può avere conseguenze che vanno ben oltre il suo aspetto.
Come capire se il cane è nel suo peso forma
Uno degli errori più comuni è valutare il cane soltanto attraverso il numero indicato dalla bilancia.
“Il mio Labrador pesa 32 chili: va bene?”
Non possiamo saperlo soltanto da quel numero.
Due cani della stessa razza, dello stesso sesso e dello stesso peso possono avere strutture e condizioni corporee molto differenti.
Per questo, oltre al peso, è utile imparare a guardare e toccare il cane.
Le costole: devono sentirsi, non bisogna cercarle
Appoggiamo le mani sui lati del torace e facciamo scorrere delicatamente le dita.
In un cane con una buona condizione corporea le costole dovrebbero essere facilmente percepibili sotto le dita, senza dover esercitare una forte pressione attraverso uno spesso strato di tessuto adiposo.
Questo non significa però che “se vedo una costola il cane è troppo magro”.
Razza, struttura, mantello e caratteristiche individuali fanno una grande differenza. In alcuni cani particolarmente asciutti o atletici una certa evidenza delle costole può essere perfettamente compatibile con una buona condizione corporea.
L’obiettivo non è quindi avere un cane “magro”, ma un cane con una quantità di grasso corporeo adeguata.
Guardiamo il cane dall’alto
Un altro controllo molto semplice consiste nell’osservare il cane dall’alto mentre è in piedi.
Dietro la gabbia toracica dovrebbe essere riconoscibile una vita, cioè un leggero restringimento del corpo.
Se torace, addome e parte posteriore formano praticamente due linee parallele e il cane visto dall’alto assomiglia a un rettangolo, è possibile che la sua condizione corporea sia superiore a quella ideale.
Naturalmente esistono differenze morfologiche importanti tra le razze, quindi non dobbiamo cercare la stessa silhouette in un Labrador, un Levriero o un Bulldog.
Il principio però rimane: la forma del corpo ci fornisce informazioni che il semplice peso sulla bilancia non può darci.
Guardiamo il cane di lato
Osservandolo lateralmente possiamo valutare un altro elemento: l’addome.
Procedendo dal torace verso le zampe posteriori, la linea addominale dovrebbe generalmente risalire.
Se invece la parte inferiore del corpo procede quasi orizzontalmente dal torace verso il posteriore, oppure l’addome appare particolarmente voluminoso, vale la pena valutare con maggiore attenzione la condizione corporea.

Il Body Condition Score: una bilancia che non pesa chili
Per rendere questa valutazione meno soggettiva esiste il Body Condition Score, spesso abbreviato in BCS.
Uno dei sistemi più utilizzati assegna al cane un punteggio da 1 a 9.
All’estremo inferiore troviamo condizioni di forte sottopeso; all’estremo superiore condizioni di grave eccesso di grasso corporeo. Nella scala proposta dalla WSAVA, i valori 4 e 5 rappresentano generalmente la condizione ideale.
In un cane con BCS 4-5 le costole sono facilmente palpabili senza un eccessivo strato adiposo, osservandolo dall’alto è riconoscibile la vita dietro le costole e lateralmente è presente la retrazione dell’addome.
Imparare a osservare periodicamente questi elementi può essere molto più utile che affidarsi esclusivamente al peso.
La quantità indicata sul sacco di crocchette non è una regola
Qui arriviamo a uno dei punti che più frequentemente incontriamo parlando con i proprietari.
“Ma io gli do esattamente la quantità scritta sul sacco.”
Ed è assolutamente comprensibile pensare che quella sia la quantità corretta.
Le indicazioni riportate sulla confezione sono però necessariamente basate su valori generali. Il produttore non conosce il nostro cane, quanto si muove, il suo metabolismo, se è sterilizzato, quanti premi riceve durante la giornata e quale sia la sua condizione corporea.
Anche le linee guida nutrizionali veterinarie raccomandano infatti cautela nell’utilizzare automaticamente le quantità riportate sulle confezioni, perché in alcuni casi possono portare a fornire più energia di quella realmente necessaria al singolo animale.
Possiamo quindi utilizzare la tabella come punto di partenza, ma sarà il cane a dirci nel tempo se quella quantità è adeguata.
Il concetto che ci interessa è molto semplice:
Non è il cane che deve adattarsi alla dose indicata sulla confezione. È la dose che deve essere adattata al cane.
La ciotola “a occhio”: perché è meglio pesare il cibo
“Più o meno una ciotola.”
“Un bicchiere scarso.”
“Due manciate.”
Sono sistemi comodissimi, ma hanno un piccolo problema: sono difficili da ripetere con precisione.
Una differenza di pochi grammi può sembrare irrilevante in un singolo pasto. Ripetuta due volte al giorno per settimane, mesi e anni, però, può diventare significativa.
Per questo il sistema più semplice è anche quello meno tecnologico: una normale bilancia digitale da cucina.
Pesare la razione richiede pochi secondi e permette di sapere realmente quanto alimento stiamo somministrando.
Possiamo pesare al mattino tutta la quantità prevista per la giornata e conservarla in un contenitore. Da quel momento, tutto ciò che utilizzeremo per pasti, esercizi o attività potrà essere prelevato da quella quantità.
In questo modo sappiamo sempre quanto il cane ha realmente mangiato.
Attenzione: anche i premi sono cibo
C’è poi un piccolo esercito di calorie che spesso sfugge ai conteggi.
Il biscotto dopo la passeggiata.
Il premietto durante un esercizio.
Il masticativo mentre siamo a tavola.
Il pezzettino di formaggio.
“Solo un pezzettino” passato sotto il tavolo.
E magari in famiglia siamo in quattro e ciascuno è convinto di essere stato l’unico a concederglielo.
Tutto questo è cibo.
Le linee guida nutrizionali suggeriscono generalmente che premi e altri alimenti non completi non rappresentino più del 10% dell’apporto calorico giornaliero, anche per non sbilanciare una dieta completa.
Usiamo parte della razione durante l’educazione
Per chi lavora con il proprio cane utilizzando il cibo come rinforzo esiste una soluzione semplicissima: una parte della razione quotidiana può diventare materiale di lavoro.
Se il cane deve mangiare una determinata quantità di crocchette durante la giornata, possiamo prelevarne una parte e utilizzarla durante una passeggiata, per esercizi educativi, in un’attività di ricerca olfattiva o all’interno di un gioco che dispensa alimento.
Quelle crocchette non vengono quindi aggiunte alla razione: fanno già parte della razione.
Questo permette anche di trasformare il cibo in qualcosa di più interessante della semplice ciotola.
Una parte può arrivare durante un’attività insieme a noi, una parte attraverso il naso e la ricerca, una parte attraverso un gioco e il resto nei normali pasti.
La quantità rimane controllata, ma aumentano le occasioni e le modalità con cui il cane può ottenerla.
Il cane deve dimagrire: basta dargli meno da mangiare?
Se ci accorgiamo che il nostro cane ha accumulato un po’ di peso, la prima tentazione può essere quella di ridurre drasticamente la quantità di cibo.
Non è necessariamente la soluzione migliore.
Una piccola correzione della razione in un cane sano e leggermente sopra la propria condizione ideale è diversa dalla gestione di un cane realmente obeso.
In presenza di un sovrappeso importante, di un aumento di peso inspiegabile o di altre condizioni di salute, il riferimento deve essere il medico veterinario. Una valutazione permette anche di escludere eventuali problemi che possono contribuire all’aumento di peso e di impostare, quando necessario, un programma alimentare adeguato.
Il dimagrimento deve essere graduale e controllato: l’obiettivo non è far scendere il numero sulla bilancia il più velocemente possibile, ma riportare il cane verso una condizione corporea più appropriata preservando salute e massa muscolare.
Ridurre le calorie senza trasformare la giornata in una lunga attesa della cena
Controllare l’apporto calorico non significa necessariamente rendere il rapporto con il cibo più povero.
Possiamo suddividere la razione in più momenti della giornata anziché concentrarla in un unico pasto.
Possiamo utilizzare una parte del cibo durante le attività insieme.
Possiamo proporre semplici ricerche olfattive o utilizzare giochi che richiedano al cane un po’ di attività per ottenere il cibo.
In alcuni casi il veterinario potrà inoltre suggerire un alimento con caratteristiche specifiche per la gestione del peso, che permetta di ridurre l’apporto energetico mantenendo un’alimentazione nutrizionalmente adeguata.
Quello che sarebbe meglio evitare è improvvisare diete drasticamente restrittive semplicemente dimezzando la quantità di un alimento senza sapere se, così facendo, stiamo ancora fornendo al cane tutti i nutrienti di cui ha bisogno.
Pesare il cane non basta: monitoriamo anche la sua condizione corporea
Una volta individuata una quantità di alimento adeguata, rimane un passaggio fondamentale: controllare nel tempo cosa succede.
Pesare periodicamente il cane è sicuramente utile.
Ma possiamo fare qualcosa in più.
Ogni qualche settimana possiamo osservare nuovamente il cane dall’alto e lateralmente, controllare quanto facilmente percepiamo le costole e valutare il suo Body Condition Score.
Può essere utile anche scattare periodicamente due fotografie, una dall’alto e una di lato, possibilmente mantenendo posizione e distanza simili.
I cambiamenti corporei avvengono lentamente e, vedendo il nostro cane tutti i giorni, possiamo non accorgercene. Confrontare fotografie scattate a distanza di qualche mese può rendere molto più evidente una variazione.
E naturalmente possiamo approfittare dei normali controlli veterinari per verificare peso e condizione corporea insieme a un professionista.
In conclusione: magro no, in forma sì
Parlare di peso non significa inseguire un modello estetico.
Non vogliamo cani troppo magri, così come non vogliamo cani che trasportino ogni giorno più peso di quanto sarebbe ideale per il loro organismo.
Vogliamo imparare a osservare il cane che abbiamo davanti.
Sentire le costole, osservare la vita, controllare la linea dell’addome, pesare realmente ciò che mettiamo nella ciotola e verificare periodicamente il peso sono piccoli gesti che richiedono pochissimo tempo.
E soprattutto ricordiamoci che la quantità scritta sulla confezione non può conoscere il nostro cane.
Noi sì.
Mantenere il cane nel suo peso forma è uno dei piccoli gesti quotidiani con cui possiamo prenderci cura non soltanto del cane di oggi, ma anche di quello che diventerà tra cinque, dieci o quindici anni.
